08 novembre 2007

Esperimento fallito

Il 1° Ottobre i Radiohead, band nota a livello mondiale, avevano annunciato che avrebbero distribuito il loro ultimo album (in uscita il 10 ottobre) con una modalità nuova ed estrema, "play what you want": ciascun utente avrebbe potuto scaricare l'intero album ad un prezzo deciso dall'utente stesso, senza soglie minime, quindi anche a 0€.
L'esperimento era l'occasione per convincere le Major che il problema della diminuzione nelle vendite di dischi osservata negli ultimi anni era imputabile sostanzialmente ad un prezzo eccessivo dei prodotti discografici. Portandole quindi a rivedere le strategie di distribuzione, magari proponendo prodotti a prezzi più accessibili, a scapito delle distribuzioni illegali, che avrebbero perso il loro appeal principale.
Invece le rilevazioni effettuate da comScore, azienda che monitorizza il comportamento online di circa 2 milioni di "surfers" in tutto il mondo, sono state a dir poco sconfortanti.
Infatti risulta che ben il 62% dei 12 milioni di appassionati che si sono affrettati a fare il download del disco uscito un mese fa non ha sborsato nemmeno un centesimo!
In particolare solo il 12% degli acquirenti ha sborsato una cifra compresa fra 3,90 e 5,80 sterline (5,60 e 8,30 euro), davvero poco.
L'esperimento è fallito. Una delle modalità che per molti avrebbero potuto rivoltare il mercato discografico nei prossimi anni sembra sia per nulla attuabile ad altri livelli. Peccato.


- Errata Corrige -

2 commenti:

Lemi ha detto...

Ma secondo me lo scopo non era quello di guadagnarci bensì di rendere la musica libera, guadagnare quel che la gente è disposta a spendere e vivere con le cifre tirate su per i concerti...

Manaland ha detto...

Secondo me l'idea è nata soprattutto dal fatto che i Radiohead sono senza contratto con una Major, dopo la scadenza di quello con la EMI. Hanno cercato di sopperire ai sicuri vantaggi di operare sotto una Major, facendo parlare di loro stessi con un'iniziativa di cui tutti avrebbero parlato.
Quello che dici, Lemi, comunque è condivisibile, ma è leggermente diverso da quello che volevo dire io, ossia che questa soluzione distributiva non sarà seguita dalle Major e, in sostanza, da chi ha in mano il mercato visti i risultati sul campo.
Purtroppo non comandano gli artisti.