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24 ottobre 2011

Buon compleanno iPod!

10 anni fa, il 23 ottobre 2001, veniva lanciato sul mercato il primo ipod, denominato in seguito Classic. Era dotato di un hard dirsk ultrasottile (prodotto da Toshiba) dalla capienza di 5 GB, grande come un pacchetto di carte e semplice da usare, si comandava attraverso una ghiera meccanica circolare che permetteva di scorrere nella libreria musicale in modo molto veloce e mediante l'uso del solo pollice. Per la sincronizzazione del lettore, Apple prevedeva una connessione FireWire, 35 volte più veloce della USB 1.1. La prima generazione di iPod era compatibile esclusivamente con computer Macintosh.
Quanta acqua è passata sotto i ponti e quanti modelli destinati a dettare legge su lmercato dei lettori mp3!
In questi 10 anni abbiamo potuto ammirare la seconda generazione (2002), la terza (2003), la quarta (2004), la quinta (2005), la sesta (2007), la sesta e mezzo (2008), l'ipod photo (2004), le 4 generazioni dello shuffle (2005, 2006, 2009, 2010), le 2 generazioni di ipod mini (2004, 2005), 6 generazioni di ipod nano (2005-2010) per finire con le 4 generazioni di ipod touch (2007-2010).

Beh, grazie Apple!


30 gennaio 2008

L'OR

Post dedicato ad un gruppo che sta cominciando davvero a fare cose importanti e che conosco fin dagli inizi. Anche se ho smesso di andare ai loro concerti un paio di anni fa, ho sempre continuato a seguire le loro vicende, anche grazie al loro sito, sempre aggiornato. Li appoggio copiando ed incollando qui sotto l'ultima newsletter ricevuta.

Nuova bellissima notizia:

il brano dei L'OR "Like Outside Rain", il nuovo singolo in tutte le radio italiane da questa settimana è piaciuto tantissimo a Radio New Dimension e Radio Italia, tanto da inserirlo nella prossima puntata della HIT Italia, la classifica dei singoli più graditi della settimana, che questi network distribuiscono in oltre 30 radio italiane e in Belgio, grazie a RADIO HITALIA.

Potete cominciare a richiederlo sulla vostra radio preferita! Per farlo utilizzate pure il file delle radio che vi è stato inviato già per "Sacro Fuoco". In caso non ce l'aveste più, potete scaricarlo da questo link: www.l-or.it/LOR_radio.pdf
...e richiedetelo, richiedetelo richiedetelo!!! Potete trovare tutti i contatti necessari per dare una grossa mano!!!

In alcune il pezzo è addirittura entrato in classifica, ma dobbiamo fare di tutto perchè ci rimanga, perciò continuiamo con le richieste! VI PREGHIAMO!!! E' DAVVERO IMPORTANTE per far sì che i L'OR continuino a godere di una significativa "visibilità" radiofonica, e quindi essere considerati dal circuito nazionale!!!
Potete richiedere anche entrambe le canzoni, anche "Sacro fuoco"!

Nel ringraziarvi ancora una volta per tutto il vostro calore, vi ricordiamo che "LIKE OUTSIDE RAIN" lo trovate straordinariamente in download GRATUITO(!!!) sullo "spazio" della band all'indirizzo www.myspace.com/likeoutsiderain

A questo indirizzo (http://www.backstagelive.it/) potete (e DOVETE!!! ;)) anche votare la band per fargli avere più visibilità in modo da ottenere più programmazione! Aiutateci! Non costa nulla...
Votate L'OR e diffondete il più possibile!!!

21 novembre 2007

Giovani

Oggi sono riuscito a seguire la trasmissione Stella, condotta da Maurizio Costanzo e a cui spesso partecipa via webcam il caro amico blogger Luca. Tra gli ospiti odierni c'era il Ministro per le Politiche giovanili e le attività sportive, Giovanna Melandri. La sua presenza ha dato modo di parlare delle difficoltà che incontrano i giovani soprattutto sul piano economico, riprendendo la famosa dichiarazione del Ministro dell'Economia sui "Bamboccioni". In proposito è stato segnalato il sito del Ministero, che sono andato prontamente a visitare e su cui ho verificato è possibile reperire informazioni sulle iniziative dedicate ai giovani. Ricordo ai giovani di interessarsi sulla possibilità di detrarre dalle tasse fino a 990€/anno per 3 anni se intestatari di un contratto d'affitto, prevista finanziaria appena approvata.
Devo dire che è stata una puntata davvero interessante, forse proprio perché mi sono sentito coinvolto in prima persona.
Seguendo la trasmissione e i commenti degli intervenuti, però, mi è scaturita la solita critica al sistema-Italia. Infatti l'attore Nicolas Vaporidis ha fatto notare che in altre grandi città mondiali esistono delle aree edificate destinate ad alloggi per giovani a prezzi adeguati.
Ovviamente è difficile pensare che tali iniziative siano portate avanti dai privati per evidenti motivi, bensì serve un intervento statale che crei i presupposti per proposte del genere.
Perché in Italia sprechiamo energie e passiamo il tempo a discutere sulle magie di Berlusconi (l'ultima è il sostanziale cambio di nome del suo partito, presentato come scioglimento e creazione di una nuova entità) e non c'è nessuno che abbia le capacità di prendere idee di successo da chi è arrivato prima di noi (come spesso accade)????
Durante la trasmissione ho sentito tante belle parole, come spesso accade, ma sono fortemente scettico sulla loro attuazione.
La speranza è comunque sempre l'ultima a morire!

05 ottobre 2007

Bambocci, fuori di casa!

Ieri è esplosa la polemica. Il Ministro dell'Economia Padoa-Schioppa, nell'illustrare i benefici della futura manovra, si è applicato in una filippica contro i ragazzi che stanno ancora alle dipendenze dei genitori. «Mandiamo i «bamboccioni fuori di casa», sintetizza con estrema brutalità e molta ironia Padoa-Schioppa nel corso dell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Il ministro fa così riferimento alla norma che prevede agevolazioni sugli affitti per i più giovani. «Incentiviamo a uscire di casa i giovani che restano con i genitori, non si sposano e non diventano autonomi. È un'idea importante», mette in evidenza il titolare del Tesoro. Parole che accendono subito il dibattito, scavando il fosso tra riformisti e massimalisti all'interno della maggioranza.
Ma quali sono gli incentivi di cui parla Padoa-Schioppa? Il governo ha introdotto in Finanziaria la possibilità per i giovani, in un'età compresa tra i 20 e i 30 anni, di usufruire di detrazioni fiscali sugli affitti, sempre che la casa non sia l'abitazione principale dei genitori. La nuova detrazione varia dai 495,8 euro in tre anni se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro ma non i 30.987,41 euro, ai 991,6 euro (sempre in tre anni) se il reddito non supera i 15.493,71 euro.
Personalmente trovo tutte le critiche piovute addosso al Ministro, fuori luogo. Certo, magari l'epiteto utilizzato può creare tensioni, ma credo che invece che soffermarsi sulla forma sia più utile analizzare la sostanza. Personalmente ritengo che l'uscita del Ministro sia stata solamente un cambio lessicale rispetto al passato.
Quante volte negli anni abbiamo seguito servizi giornalistici dei vari TG nazionali che parlavano della situazione dei "mammoni" italiani! Purtroppo l'Italia è il paese delle mode e della memoria corta, quindi visto che ultimamente si è usi attaccare il governo da ogni parte, si sfrutta ogni occasione per farlo, anche questa
Il problema esposto è forse più sociologico che economico. Gli oppositori del Ministro fanno notare che dalle statistiche Istat emerge che "i giovani fino ai 34 anni sono i più frequenti precettori di bassi redditi da lavoro: lo è il 29,1% di quelli che vivono in famiglia, contro il 16,3% di quelli che ne sono usciti. Fra i precari solo il 22,7% è a capo di un nucleo familiare."
Sinceramente non mi pare che questo dato possa essere sufficiente ad analizzare il problema. Su due piedi mi sorge una domanda: quanti di questi ragazzi sotto i 34 anni, lavoratori a basso reddito, stanno magari studiando? La situazione dello studente-lavoratore che vive con i genitori è normalmente legata ad un lavoro part-time o limitato al weekend che determina inevitabilmente un reddito basso. Quindi la statistica menzionata mi pare poco interessante.
Per esperienza personale ritengo invece che la motivazione più importante che spinge i giovani a non lasciare la casa dei genitori è la comodità. Chi glielo fa fare di buttarsi in un'avventura così ardua e difficoltà come il vivere fuori, dovendosi arrangiare in tutto e per tutto?
Non credo che le misure adottate in finanziaria daranno la scossa a questa gioventù poco propensa al sacrificio e all'indipendenza, ci vuole un cambio di mentalità.
Speriamo...

28 maggio 2007

Giovani e Politica

Più di una volta ho affermato la necessità che i giovani possano avere un qualche ruolo nella vita sociale-politica-industriale del Paese.
Era notizia di poche settimane fa l'intenzione dei soliti vecchi di dare uno spazio maggiore (e non inutile) a persone sotto i 30-40 anni nel fantomatico nuovo Partito Democratico. Ebbene, nel momento di dare dei nomi ai 45 componenti del Comitato del suddetto partito, i soliti vecchi hanno deciso di nominare 0 persone al di sotto dei 40 anni, 4 persone sotto i 57 anni, il rimanente sono sopra i 57. Insomma, tutte le dichiarazioni in merito al ruolo dei giovani erano le solite promesse politiche a cui siamo tristemente abituati in Italia. C'è qualcuno che se n'è accorto e che ha proposto di aggiungere ai 45 nominati altri 10 nomi di persone al di sotto dei 40 o meglio dei 30 anni. Un'iniziativa da seguire e magari sostenere, basta mandare una mail all'indirizzo wittgenstein@wittgenstein.it. Sinceramente non mi interessa se l'iniziativa coinvolga la politica di destra o sinistra, mi interessa solo che l'Italia cominci a cambiare davvero.
Qualcosa si è già mosso, infatti Arturo Parisi (nominato nel Comitato) ha dichiarato di essere pronto a lasciare libera la sua sedia purchè vada assegnata ad una persona al di sotto dei 40 anni. Speriamo che i soliti vecchi capiscano il messaggio.
Intanto i giovani non ci stanno ad essere presi in giro e così cominciano a farsi sentire e a rimboccarsi le maniche. Infatti i giovani dei partiti di centro-sinistra hanno deciso di candidarsi con una propria lista alle elezioni primarie che si terranno il 14 ottobre per dimostrare che i giovani sono una parte del paese e vogliono dire la loro.
Il mio appoggio ce l'hanno!

Articoli inerenti: uno, due, tre, quattro

01 maggio 2007

Facciamoci sentire

Oggi è il 1° Maggio e in Irlanda, contrariamente all'Italia, si lavora, quindi il mio cervello non si è rilassato e ha pensato bene di andare a leggersi un po' di lettere su Italians.
Sono sato colpito dalla lettera inviata da Marco, intitolata "Sogno una «column» affidata a un giovane" e che per comodità vi riporto di seguito:
Caro Beppe,
ho seguito dal mio portatile una puntata di "PuntoItalians", in cui si è discusso di scrittura ed editoria. Grazie al venerato-temuto-rispettato internet, noi lettori abbiamo sicuramente più possibilità di interagire con i giornali, e più occasioni per esercitarci nell'arte dello scrivere. Sono giovane, inesperto, ingenuo e non ancora disilluso, ed è forse per questo che sogno una «column» affidata a un giovane. «Ci sono i blog», qualcuno dirà, ma non è la stessa cosa: un editorialista di un quotidiano nazionale (per di più con una lunga e prestigiosa storia alle spalle) ha tutto un altro ruolo, almeno per ora, all'interno della società. Per quanto i giornali vendano sempre di meno, per quanto siano confezionati per una classe vecchia e statica interessata al pettegolezzo politico piuttosto che ad alti orizzonti, è indubbio che passino tra le mani frettolose ed energiche del ventenne come tra quelle lente e consumate dell'ottantenne. Non penso a un editorialista vj della Mtv generation, ci mancherebbe, desidererei al contrario dei ventenni con idee, non ancora oppressi dalla quotidianità e dai meccanismi della società, voci di un'età che significa futuro. Purtroppo lo spazio è finito. Se qualcuno vuole approfondire il tema, non ci sarà alcuna diretta alle 16, ma un indirizzo email sempre disponibile.

Beppe Severgnini si occupa di gestire lo spazio Italians (da lui stesso creato) e talvolta risponde alle lettere pubblicate quotidianamente. La lettera di cui sopra ha ricevuto la seguente risposta:
Farei subito quello tu suggerisci, fossi direttore di un giornale (aggiungo, a scanso di equivoci: non ci tengo a diventarlo. Troppe grane. Dovrei rinunciare ai viaggi, ai libri, a "Italians" e al caffè a Crema un bel mattino feriale di primavera. Non credo di avere questo coraggio).

Il tema a mio avviso è particolarmente interessante perchè, come forse anche qualcun'altro si è accorto, l'Italia è particolarmente avversa ai giovani, mentre ama particolarmente affidarsi a gente d'esperienza. Non ci sarebbe nulla di male se l'esperienza fosse accompagnata dall'intelligenza di ascoltare chi il futuro ce l'ha ancora tutto davanti e avrebbe il diritto di dire la sua su ciò che in definitiva lo riguarda. Purtroppo così non è.
Vista la risposta data da Severgnini, è nata l'idea di provare a chiedere l'istituzione, all'interno di Italians, di uno spazio, magari settimanale, dedicato agli under 30.
Per fare ciò bisogna prima però capire se l'idea è condivisa da un buon numero di persone o se è solo l'utopia di pochi. Per ora non c'è nulla di deciso riguardo le caratteristiche che tale spazio dovrà avere, siamo in una fase embrionale, per cui qualsiasi idea è ben accetta.

Per dare un minimo di credibilità a questa iniziativa ho pensato ad una raccolta di firme di chi è interessato a vario titolo (dal semplice lettore all'aspirante giornalista) all'iniziativa, attraverso il seguente link: Raccolta Firme. Per aderire baserà cliccare sul bottone "Click Here to Sign Petition" e in seguito inserire Nome e Cognome, indirizzo email (che chiediamo rimanga a disposizione) ed un eventuale commento.
Inoltre è stato anche aperto un blog dedicato all'iniziativa: Spazio under 30, su cui vi terremo aggiornati sull'andamento dell'iniziativa e magari diverrà un nuovo spazio di confronto, perchè no?

Inoltre, se siete interessati all'iniziativa, potete aiutarci facendo girare la voce tra amici, conoscenti o chi preferite.

Insieme potremo ottenere qualcosa, finalmente!

22 aprile 2007

Lavoro: ragazzi, sveglia

Caro Beppe,
sono un ragazzo di 27 anni, a pieno titolo figlio di quest'epoca di precariato, ereditarietà politica e stragi del sabato sera. E' però anche l'epoca dell'Europa, delle trasformazioni, di Internet. Siamo nipoti di persone che hanno fatto la guerra, ricostruito un Paese distrutto e creato un sistema previdenziale eccessivamente ottimista (pensionati baby e vitalizi elevatissimi), tanto da mettere in ginocchio le casse statali dopo qualche anno. Siamo figli di una generazione post-sessantottina, che ha trovato condizioni sociali abbastanza agevoli, lavoro abbondante e stabile, stipendi buoni, e che ha saputo mantenere il senso della famiglia, con genitori forti (hanno fatto la guerra) che li hanno spesso messi da parte. Sono quindi conservatori, abituati a preservare e a ricercare oggi quello status-quo che li ha fatti vivere sereni e, purtroppo, non esiste più. Siamo una generazione che si accontenta. E' triste dirlo, ma vedo i miei coetanei sempre più lassisti e arrendevoli.
Il lavoro è instabile e rende poco? Pazienza, vivo a casa con i miei e lo stipendio me lo uso per cambiare cellulare ogni tre mesi, la macchinina ogni anno, la birra e la discoteca. I politici sono tutti anziani e inadatti a quelle che sono le problematiche del mondo moderno? Beh, che peccato, ci vorrebbero giovani. Ma nessuno si fa avanti, e continuiamo a votare sempre i soliti, facendoci volentieri mettere da parte dai «nonni inattaccabili» che continuano a stare su quelle poltrone da ben prima che nascessero i nostri genitori. E lo accettiamo, tanto noi abbiamo il nostro mondo. Ragazzi, sveglia. Cominciamo a capire che questo Paese va preso in mano, come i nostri colleghi di tutta Europa. Votiamo i giovani. Candidiamoci. Non iscriviamoci tutti a giurisprudenza o economia (ad esempio) per poi lamentarci che c'è poco lavoro. Inventiamoci qualcosa di nuovo. Sono laureato in informatica e ho scelto di lavorare autonomamente (senza l'appoggio di nessuno) per poter essere libero di innovare e non dover essere schiavo di un'azienda. E questo paga, se non in temini strettamente economici, almeno in termini di soddisfazione personale. Ogni tanto mi chino a cambiare schede. E' lavoro da tecnici? Sì, ok, e allora? Molti miei colleghi mi guardano come un alieno e con disgusto. Poi stanno su una scrivania 50 ore la settimana per 700 euro al mese a progetto, senza possibilità concrete di crescita.

Stefano Marinelli, stefano@dragas.it

Tratto da: Italians - Corriere della Sera

26 gennaio 2007

Otto «O» per sfondare nel mondo

Cito un articolo scritto da Beppe Severgnini su Italians, in quanto mi sembra essere pertinente con questo blog.

Non sono supersitizioso,
la scaramanzia mi fa ridere, ma le coincidenze mi piacciono. Oggi il "Magazine" del "Corriere" parla degli italiani che hanno sfondato nel mondo (tanti, per fortuna). Dopodomani a Torino cercherò di convincere gli studenti riuniti per le Universiadi che mettere il naso fuori casa è buona idea (non ce ne sarebbe bisogno, visto che sono lì). Ieri, su "Italians", è comparso un elogio dell'economista Fulvio Ortu (origini sarde, nato e cresciuto a Trieste, dottorato a Chicago, insegnamento a New York e Los Angeles, approdato alla Bocconi di Milano come Tabellini, Perotti, Boeri, Giavazzi).
Sono contento della citazione e del successo di Ortu, conosciuto a Santa Monica il 7 novembre 2000, durante una delle prime pizzate "Italians" (era la notte della non-elezione di George Bush). Non ci sono solo gli economisti. Ci sono ricercatori, medici, dirigenti d'azienda, finanzieri, sportivi, cuochi, architetti, musicisti, registi (il "Magazine" dedica la copertina a Gabriele Muccino, che sta conquistando gli Usa - campo grande e difficile - col film «"La ricerca della felicità»). L'elenco è lungo e abbastanza noto, per fortuna. Propongo, quindi, un gioco diverso. Cerchiamo di capire se esiste, e qual è, il comun denominatore di queste storie di successo. Ci sono meccanismi virtuosi che in Italia possiamo imparare («imparare», non «importare»: sul punto, ormai, non ho più illusioni). Propongo questo elenco, basato su otto O.

OMBELICO
Un medico, un accademico, un cuoco o uno scrittore che non ha mai messo il naso fuori dall'Italia crede, inevitabilmente, che il suo ospedale, la sua università, la sua città o il suo editore siano l'ombelico del mondo. Uno scoop, signori: non è così!

ORGOGLIO
Nel mondo conosciuto si può andar fieri del successo professionale. In Italia, il successo è qualcosa che bisogna farsi perdonare (e non sempre ci si riesce: Tamaro, Baricco e Muccino sono tre casi celebri; le aziende sono piene di casi meno noti)

ONORE
Le belle storie internazionali sono quasi sempre trasparenti: talento, preparazione, lavoro, un'occasione. In Italia conta ancora troppo chi sei e chi conosci. Il caso dei concorsi universitari taroccati è clamoroso: ma neppure i migliori hanno il fegato d'intervenire. Preferiscono salvare la coscienza (e gli allievi) creando zone virtuose, e collezionare lauree honoris causa (sbaglio, professor Eco?)

OSTACOLI
Su 18.651 docenti di ruolo, solo nove (pari allo 0,05%) hanno meno di 35 anni; 5.647 (30,3%) hanno più di 65 anni (inchiesta di Rizzo e Stella sul "Corriere"). Aggiungo: secondo un sondaggio Demos-Repubblica, il 39% degli italiani nella fascia 35-44 anni si definisce «giovane» e non «adulto». Come dire: talvolta le vittime sono consenzienti. In America, in Nordeuropa o in Russia non è così: a trent'anni si è uomini, non ragazzi

OBBLIGHI, ORDINE & ORGANIZZAZIONE
Ogni nazione ha una reputazione. La nostra - l'ho scritto anche sul Magazine - è quella di talentuosi casinisti, di inaffidabili genialoidi. Alcuni connazionali interpretano volentieri questo personaggio, che un certo pubblico internazionale ama (per poi denigrarlo). Altri si sono ribellati, e hanno capito che il talento non serve a niente, se non viene abbinato a disciplina e affidabilità

OSTINAZIONE
Non è facile imparare l'inglese, la lingua del mondo (cinese e tedesco ancora meno); e non è semplice chiudere una samsonite, una mattina all'alba, e lasciarsi l'Italia alle spalle per un po'. Ma chi ha trovato quel coraggio, quasi sempre, è stato premiato.

Altro da aggiungere? Qualcosa che possiamo imparare?
Con la disciplina hanno sconfitto gli stereotipi (Magazine-Corriere del 25 gennaio 2007)


fonte: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/07-01-25/01.spm