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09 marzo 2010

Io sostengo Venezia 2020

Da molti mesi il Comitato per la Candidatura di Venezia sede dei XXXII Giochi Olimpici e Paralimpici del 2020 sta lavorando per definire tutti i dettagli da fornire al CONI per vedersi assegnata la candidatura per l'Italia.
I Giochi Olimpici e Paralimpici Estivi costituiscono il più importante e complesso evento del Pianeta.
In termini macroeconomici si può ricondurre a punti percentuali del PIL, con ricadute virtuose che durano negli anni post evento e iniziano prima della sua celebrazione. Il progetto di candidatura Venezia2020 nasce da parte dei principali attori istituzionali del territorio metropolitano di Venezia in funzione di una grande opportunità e di un'esigenza.
L'opportunità derivante da un contesto dalle grandi potenzialità e l'esigenza per il Nord Est del Paese di un forte acceleratore, che consenta di raggiungere e consolidare gli obiettivi di competitività internazionale e sviluppo sostenibile per quest'area strategica dell'Europa.
Obiettivo primario di questa fase di start up del Progetto Venezia2020 è quello di predisporre la candidatura nazionale a Sede ufficiale italiana per i XXXII Giochi Olimpici e Paralimpici Estivi del 2020. Contestualmente Venezia2020 sarà fin dalla sua prima fase un'occasione irripetibile per ridare slancio ai valori legati allo Sport e ai siginficati più veri dell'Olimpismo.
Il timing olimpico prevede che l’Italia attraverso il CONI proponga al CIO una propria candidatura ufficiale entro il 2010, al fine di avviare il bid process previsto dalla Carta Olimpica.
Negli ultimi mesi Roma ha espresso, con notevole ritardo, la propria intenzione di concorrenre con Venezia per candidarsi come sede dei Giochi Olimpici. Sulla carta il progetto di Roma non è minimamente paragonabile a quello formulato da Venezia, ma negli ultimi tempi ha trovato molti sostenitori influenti nell'ambito politico.

Almeno per una volta si chiede di lasciare da parte gli interessi dei "potenti" promuovendo invece la qualità rappresentata dal lavoro del Comitato per Venezia 2020.

Per questo motivo questo blog sostiene Venezia 2020.



Il dossier presentato è consultabile online all'indirizzo: http://venezia2020.it/media-room/news/dettaglio/items/2010-venezia2020-dossier-online.html

28 ottobre 2008

Sofia e gli Ultras Italia

Riporto l'intervento di una persona, letto su un forum online.

Premesse obligate:

1) ho seguito per diversi anni la Nazionale con il "cosiddetto" movimento definito Ultras Italia, fino a non molto tempo fa;
2) come si dice per i fumatori "almeno per il momento ho smesso", per una serie di ragioni che esporrò più avanti;
3) ho fatto politica a destra e di destra resto ma lo stadio e la politica credo non debbano coincidere;
4) ho parlato con alcuni dei dei presenti a Sofia e credo sia corretto precisare diverse cose perchè sulla fattispecie si sono dette e scritte un sacco di inesattezze.

In Inghilterra, in Germania, in America ed in qualsiasi Paese normale si insegna ad amare la propria nazione cominciando dai piccoli, peraltro imparando a rispettare anche quella degli altri ; un democratico , un repubblicano o un labourista mai sputeranno sulla loro terra. In una "Italietta" dove sventolare una bandiera tricolore porta a farsi identificare come "fascisti qualcosa non va e non è da stranirsi se quasi solo alcuni di destra si dichiarano nazionalisti.
Ultras Italia (nome dato dalla stampa al movimento), come discendenza di questo assunto, è, quindi, da sempre composta da molti militanti o simpatizzanti di destra per una ovvia più facile identificazione ma, badate bene, anche da "apolitici" e addirittura da pochi che si dichiarano di sinistra. Non è mai stato un partito nè è mai stata chiesta una tessera, essendo un discorso "di stadio"; ricordo chi cantava l' inno con il braccio teso (sulla cui opportunità tornerò al riguardo) e chi preferiva farlo altrimenti, magari con la mano sul cuore. Unica regola non portare simboli di club ma solo un tricolore con il nome della città, per evitare ruggini da campionato.
Dopo la vittoria di Berlino a Germania 2006 è stato una proliferare di facce dipinte, gente con maglietta e trombetta vinte con i punti del "Lidl" e clowns che elemosinavano una inquadratura tv. Il problema, per me, non erano i definiti "Ultras Italia", ma l' ambiente intorno che, nel complesso, assomigliava ad un grottesco "Carnevale", perfetto per confermare il detto "pizza, spaghetti e mandolino". Funiculì funiculà e addio alla propria dignità; ultras o tifosi, ognuno secondo il suo, sì ma pagliacci pronti per il circo mediatico no.
Ora di violenza al seguito della Nazionale se ne è vista, in questi anni, davvero poca... i paragoni con gli "hooligans" anni '80 fanno strabuzzare gli occhi, gente che in migliaia metteva sotto assedio città per giorni.
A Sofia vi è stata una rissa con i locali in un pub del Centro in zona universitaria dove si sono presentati diversi "indigeni" in assetto poco amichevole. Dopo il gruppo è stato scortato fino allo stadio e qui fatto oggetto di lanci di "bombe carta", lanci di oggetti e "cariche" di bulgari che tentavano di scavalcare e sfondare divisori. Nella calca è stato sottratto (tirandolo, peraltro, dall' esterno, in modo vigliacco) un mezzo drappo tricolore, recante proprio il nome della nostra città [Verona, NdM].
Per risposta è stata incendiata una bandiera bulgara, come mostrato da giornali e tv i quali hanno pubblicato decine di foto di celtiche e svastiche nel settore bulgaro descrivendole come immagini del settore ospite.
In sintesi, i bulgari hanno provocato una rissa in centro, hanno tentato in qualche centinaio di sfondare divisori, hanno lanciato oggetti e grossi petardi, hanno sottrato e bruciato mezzo drappo tricolore ed hanno esposto decine di simboli nazisti. I nostri conanzionali sono stati aggrediti a più riprese ma sono diventati i presunti colpevoli.
La sinistra li ha criminalizzati definendoli figli del clima culturale del centrodestra ed esimi esponenti della destra, da un sindaco di una metropoli che gira con la croce celtica al collo ad una alta carica istituzionale che non troppi anni fa salutava romanamente (foto e video lo testimoniano), li hanno "scaricati" come "feccia" lontana anni luce dalle loro giacche doppiopetto.In definitiva, la comitiva dei fans azzurri è stata ggredita e, poi, disconosciuta da tutti ma questo era prevedibile, così come che menti "illuminate" ( da un cerino?) tirassero fuori la Curva Sud di Verona, come madre di tutto il nazifascismo della Penisola. Qualche manifestazione di mussoliniana memoria si è vista spesso ma se la nostra tifoseria è gemellata con fiorentini e doriani, curve con maggioranza non certo composta da " camerati", vuole dire che l' aspetto tifoso è sempre venuto prima e viene prima delle appartenenze politiche come, per me, deve essere.
Altre sono le curve-partito, non la Sud; se diversamente fosse, ai viola o ai blucerchiati si sarebbero preferiti gli ostili catanesi o interisti, ad esempio. Credo che nessuno di noi abbia mai chiesto sospettosamente al vicino di posto chi abbia votato alle ultime elezioni perchè la sciarpa gialloblù è sempre venuta prima ed è, logicamente, vista come elemento sufficiente per creare un vincolo di solidarietà più alto. Non mi porrei mai il quesito se stare dalla parte di un "butel" dell' Hellas politicamente schierato diversamente da me o di un "destroide" juventino, ci mancherebbe altro!
Inoltre, per ideali "neri" o "rossi" decine di giovani, trascinati in una guerra civile, spesso per giochi di potere di altri, hanno pagato con lutti, carcere e altre tragedie umane , prodotte o subite ma sempre tali, che poco hanno da spartire con ventidue in mutande che prendono a calci un pallone. Sapere che per sensazionalismo giornalistico alla Biscardi e/o bassi giochi politici di destra e di sinistra quasi tutti speculano sulla nostra fede calcistica, pronti a "corteggiarci" solo in campagna elettorale o definirci "la magnifica cornice della curva" solo in apertura di collegamento , dovrebbe farci drizzare le antenne e farci evitare questi "trappoloni". Serve testa, tanta, per non diventare "carne da macello".
I nostri ideali, indipendentemente da quali essi sono, teniamoceli dentro orgogliosamente ma non mischiamo lo stadio e gli spalti con Montecitorio. Una bandiera, un braccio alzato, un pugno chiuso ed ecco che chi ci blandiva ci vende per quattro soldi dipingendoci come la "mala pianta" da estirpare. Sorry per la lunghezza del post ma credo che alcune cose circa Sofia e gli sproloqui susseguenti andassero precisate per amore di verità.

fonte: http://bondolasmarsa.easyfreeforum.com

01 agosto 2008

Accanimento? Disinformazione?

Da tempo i tifosi dell'Hellas Verona sostengono la tesi secondo cui verso di loro ci sia un accanimento mediatico mirato.
Quante volte sui giornali si legge che la Curva del Verona si è macchiata di cori razzisti (anche contro giocatori non di colore!)?
Cercando su Google si ottengono questi risultati in merito: clicca qui.
Che cori beceri! Quelli del Verona sono proprio dei nazisti!
In realtà è tutta la città ad essere razzista, hai sentito di quel ragazzo ammazzato di botte proprio da dei neo-nazisti in pieno centro?
Ti ricordi dell'aggressione di matrice xenofoba denunciata dal signor Marsiglia che poi si è scoperto essere totale invenzione del succitato???
Insomma, ogni episodio che può essere ricondotto a motivazioni di tale genere viene enfatizzato dai media, fino a inculcare nella gente la convinzione che nessun "diverso" possa vivere e lavorare a Verona.
Come mai non trovo in prima pagina la notizia che a Torino sabato notte almeno 200 giovani hanno cercato di linciare sette vigili urbani che elevavano contravvenzioni per divieto di sosta?
Perchè non ho letto in prima pagina che a Bologna il 30 maggio è iniziato il processo di 18 naziskin responsabili di aggressioni a extracomunitari, ebrei e omosessuali, risse allo stadio, traffici con gruppi hitleriani internazionali?

Io un'idea ce l'ho...

Tornando al calcio, qualcuno deve spiegarmi perchè nessun organo di informazione nazionale ha quantomeno criticato quanto successo l'altra sera durante il Trofeo Tim, che vedeva impegnate Milan, Inter e Juve.
Girovagando su Internet si viene a sapere ciò che dallo schermo televisivo non si è sentito e visto.
Innanzitutto un colorito scambio di opinioni tra i tifosi della Juve e Carlo Ancelotti, allenatore del Milan. La Curva ha innalzato il canto "un maiale
non può allenare" e il buon Carletto, solitamente pacato, ha risposto silenziosamente mostrando il dito medio.
Vabbè, scaramucce tra rivali.
Ben più grave è invece l'atteggiamento che gli organi di informazione hanno avuto nei confronti di un altro episodio che ha coinvolto sempre la Circa della Juve.
Questa volta i cori sono stati innalzati contro Balotelli (giocatore di colore dell'Inter) con "non esiste un negro italiano" e contro Stankovic apostrofato come "zingaro di merda" (cerchiamo su Google)

Invece di denunciare vengo a sapere che la Gazzetta si è rivolta ai tifosi della Juve con queste parole e con questo tono affettuoso e pedagogico:

"Cari ragazzi, anche se magari quello ceh cantate non riflette i vostri pensieri ed è quindi un inutile tentativo di intimidire gli avversari, provate a ricordare che la vostra curva è intitolata a Gaetano Scirea..."

Io noto una leggera differenza di trattamento...

26 giugno 2008

Danny Ferrone

Ho scoperto solo oggi la lotta che sta portando avanti Danny Ferrone, ragazzo di 23 di Chicago affetto da Fibrosi Cistica dall'età di 2 anni.
Ho controllato su Wikipedia:
Questa patologia si caratterizza per un anomalia nel trasporto del cloro nella membrana delle cellule delle ghiandole a secrezione esterna. Di conseguenza queste ghiandole secernono un muco denso e vischioso e quindi poco scorrevole. Negli organi interessati,le secrezioni mucose, essendo anormalmente viscide, determinano un'ostruzione dei dotti principali, provocando l'insorgenza di gran parte delle manifestazioni cliniche tipiche della malattia, come la comparsa di infezioni polmonari ricorrenti, di insufficienza pancreatica, di steatorrea, di stati di malnutrizione, di cirrosi epatica, di ostruzione intestinale e di infertilità maschile.

Sul suo sito, Danny dice di non essere mai stato ricoverato a causa di complicazioni legate alla malattia. Sostiene che questo è dovuto soprattutto alla molta atività fisica che ha sempre praticato fin da piccolo: calcio, baseball, basket, arti marziali e BMX. L'allenamento dovuto all'attività sportiva gli ha permesso di prolungare il suo stato di salute.
Tuttavia, all'inizio del college la situazione ha iniziato a peggiorare fino ad ora, portandolo ad avere una capacità polmonare dimezzata rispetto la norma. Nonostante ciò Danny continua ad allenarsi per cercare di rimandare la degenerazione della malattia.
Sul sito si legge:
I medici non hanno la risposta o una soluzione. Tuttavia c isono molti brillanti scienziati che stanno lavorando per trovare una possibile cura alla malattia. Ma i loro progressi sono ostacolati dalla mancanza di fondi e risorse.
Mi fa stare troppo male ascoltare ciò e vedere voi coraggiosi soffrire! Questo è il motivo per cui sto per far terminare le vostre sofferenze! Sto per trovare la cura per questa malattia o morire cercando di farlo!
Finanzierò quei ricercatori che conoscono e comprendono la Fibrosi Cistica, così potranno curare la malattia. Possono ed eventualmente lo faranno. Tutto ciò di cui hanno bisogno sono fondi.

Per farlo Danny si sta preparando per partecipare all'Ironman Championship a Kona, Hawaii. Lui stesso dice che la ragione che lo spinge ad affrontare tale gara è il fatto che tutti lo ritengono impossibile. Per prepararsi al meglio in una sfida definita "impossibile" oltre che molto rischiosa dagli stessi medici che lo seguono da tempo, Danny ha trascorso un lungo periodo ad Austin, in Texas, dove il clima è simile a quello che troverà a Lubbock, sulle rive del Lago Buffalo Spring che ospiterà le tre prove (9-10 ore sotto sforzo per quasi 2 chilometri a nuoto, 90 in bici e 21 di corsa). Le sue tabelle di allenamento sembrano quelle di un olimpionico. A cambiare è il recupero: le difficoltà di assorbimento provocate dalla fibrosi cistica lo obbligano a mangiare 7-8 volte al giorno per coprire un fabbisogno di gran lunga superiore alla norma.
Un'impresa al limite dell'impossibile per persone sane, figuriamoci per lui.

Il suo sito è questo: http://www.fightforever.org/main/wesite.html. vi potete trovare informazioni su Danny e sulla sua fondazione.

FIND A CURE OR DIE TRYING...

12 giugno 2008

Euro 2008: Italia-Romania

Nella partita Italia-Olanda Marco Civoli e Salvatore Bagni non facevano che ripetere che l'Olanda non batteva l'Italia dal 1978.

Sappiamo com'è andata a finire...

Oggi il sito della Gazzetta titola:





Partiamo già con l'idea che bisogna segnarne almeno 2!

04 marzo 2008

Caro Paolo Ziliani

Caro Paolo Ziliani,

adesso basta. Adesso basta perchè ci siamo veramente stufati. Lo so è facile, molto facile, sparare sul Verona. Si spara e si resta impuniti. Ultimi in classifica in C1, società allo sbando, soldi falsi, debiti... Però non si fa così. Il suo riferimento nelle pagelle su Papa Waigo è stato scorretto proprio dal punto di vista professionale, oltre che assolutamente gratuito. Come si fa a dire che Waigo è stato fischiato a Verona? Come si fa a non ricordare che Waigo è cresciuto tra i giovani del Verona, che andava a scuola al centro diocesano Monsignor Carraro, che i tifosi del Verona gli avevano pure regalato una maglietta con la scritta Station Waigon? Come si fa ad essere così superficiali? Waigo è stato fischiato solo quando è tornato a Verona con la maglia del Cesena (così come Salvetti). E non perchè Verona è razzista. Erano due ex che non si erano lasciati bene con la città e con i tifosi (Salvetti non mi pare sia un nero...). E poi, visto che l'ultima squadra di Waigo è stata il Genoa, perchè non ha fatto riferimento ai rossoblù, ai genoani che hanno storto la bocca quando Waigo arrivò da loro, al fatto che è stato liquidato a gennaio come se fosse un brocco? Facile, troppo facile sparare sul Verona e su Verona e non sulla Juve quando tutto lo stadio urla “morte morte” con un giocatore del Torino a terra? Troppo facile, caro Ziliani. Anche Cossu, fino ad un mese fa veniva fischiato al Bentegodi. Perchè faceva schifo. E adesso fa la differenza a Cagliari. Ma anche Cossu non è nero (come Salvetti...) e quindi non fa notizia. Mi pare che questo sia il vero razzismo. Rilevare un fatto solo per il colore della pelle. Stavolta il quattro in pagella se lo merita lei. E la prossima volta si ricordi di chiedere scusa. Perchè qui ci siamo offesi. E siamo veramente stufi di questa situazione...

Per sentire la pagella di Ziliani cliccate qui.

12 novembre 2007

Sui fatti di ieri

In questo post non voglio commentare la situazione irreale e orrenda in cui si trova il calcio a causa di alcune parti estreme delle "tifoserie". Se n'è già parlato e in molti ne stanno parlando.
Invece vorrei porre l'attenzione su come i media si sono occupati della vicenda e di come abbiano diffuso le notizie.
Da ciò che si legge ora, sembra che l'omicidio sia stato causato da una tragica imprudenza del poliziotto che non ha seguito le procedure e a causa di questo ha lasciato partire dalla propria arma un colpo che ha fatalmente colpito il ragazzo ucciso. L'intervento delle forze dell'ordine è avvenuto a seguito di una rissa tra "tifosi" di opposte fazioni incontratisi in un autogrill. Al momento dell'intervento delle forze dell'ordine sembra che la rissa fosse già finita e, anzi, i ragazzi fossero già sulle loro macchine diretti verso le loro mete. Probabilmente messi in fuga dalle sirene della stessa polizia.
Ieri mattina invece la notizia veniva divulgata con titoli del tipo: "Tragedia sull'A1, Italia sotto choc per il tifoso ucciso da un agente".
Secondo me è da condividere l'affermazione di Gianluigi Buffon che dice:"il contesto in cui è avvenuta la morte del tifoso laziale "non ha nulla a che vedere con i tragici episodi costati la vita di Spagnolo o Raciti. Non ha nulla a che vedere con il calcio. Sarebbe potuto accadere anche all'uscita da una discoteca. Bastava che si incontrassero due gruppi di persone con delle sciarpe al collo".
In effetti non è stato il classico scontro tra polizia e "tifosi-violenti" fuori dallo stadio o per le vie della città, bensì l'intervento di una volante al fine di sedare una rissa ed individuarne i responsabili. Interventi come probabilmente se ne vedono tanti e di cui però non si parla mai.
Perchè a questa notizia è stato dato tanto risalto? Perchè La7 ha addirittura fatto uno speciale in diretta per parlarne? Perchè non si fa lo stesso ad ogni episodio simile?
Io credo che, vista la situazione pre-esistente, gran parte delle responsabilità su quanto successo durante la giornata sia dovuta ai mass media e su come hanno parlato dell'accaduto, causando l'ira (presente da mlto) che alcuni gruppi hanno nei confronti delle autorità. Di certo non sto dicendo che avrebbero dovuto autocensurarsi, ma raccontare i fatti come erano andati e con un minimo di coscienza, riflettendo bene sulle conseguenze delle proprie affermazioni, che poi hanno portato a tutto quello che sappiamo.
Perchè il presidente della Lazio Claudio Lotito è dovuto intervenire telefonicamente a "Quelli che il calcio" per evitare che la vicenda del tifoso biancazzurro ucciso possa portare a una criminalizzazione della polizia? Perchè non ci hanno pensato prima i media?
Non dico che il poliziotto è innocente, di sicuro ha delle colpe che vanno accertate, ma credo che la notizia sia stata colpevolmente strumentalizzata dai mass media, che spesso ricorrono al facile sensazionalismo pur di catturare l'attenzione del pubblico.

30 ottobre 2007

Moviola in campo

Dopo gli ultimi episodi torna d'attualità parlare dell'utilizzo della moviola in campo nel calcio e quindi dico la mia!
Da tempo se ne parla, ma fino a poco tempo fa nessun protagonista del mondo del calcio si era esposto più di tanto. Ora invece addirittura Fabio Capello, che da quando frequenta più le TV che i campi deve per forza dare il suo parere su tutto, si fa portavoce del movimento pro-moviola. Purtroppo, per lui quelli che nel calcio decidono tutto, Blatter e Platini in testa, questo mezzo tecnologico non è adatto al calcio. Dall'altra parte i favorevoli propongono soluzioni simili a quelli utilizzati in altri sport.
Il più nominato è il rugby, sport che per molti motivi viene sempre più preso ad esempio dal mondo del calcio. In questo sport l'arbitro può chiedere aiuto ad un altro ufficiale di gara a bordo campo nel caso di dubbi sulla realizzazione o meno di una meta. Attraverso il microfono, nel giro di pochi secondi, l'arbitro assegnerà o meno la segnatura con una sicurezza praticamente assoluta, a meno di casi davvero rari.
I gol-non-gol sono uno dei problemi del calcio e da tempo si discute di possibili soluzioni tecnologiche che risolvano i dubbi. In Fifa si discute da anni ti un sistema si sensori da piazzare nel pallone e sulle porte, ma non è mai stato deciso di iniziare una fase di test vera e propria. Sarò ingenuo o forse mi sfugge qualcosa, ma non sarebbe molto più semplice ed economico utilizzare la moviola a bordo campo? In tal caso si darebbe anche qualcosa da fare a quel povero "quarto uomo" di cui non si è ancora ben capita l'utilità. Mentre chi ha tale compito, si prende il tempo per decidere in tranquillità davanti allo schermo, tutto il pubblico può vedere 10 volte sul megaschermo dello stadio il replay è rendersi conto di cosa è successo.
Oltre a questa, esistono molte altre situazioni dubbie nel gioco del calcio che potrebbero trovare una via risolutiva attraverso l'uso della moviola. Certamente sarebbe necessario fissare delle casistiche e delle metodologie in cui sia possibile utilizzare questo strumento. Impensabile fermare il gioco ad ogni fallo o fuorigioco. Mi viene in mente per esempio di limitare l'intervento televisivo solo a casi in area di rigore, in cui l'arbitro sia in dubbio: concedere o meno il rigore, il giocatore ha simulato o no?
Il fuorigioco a mio avviso non andrebbe valutato con questo esperimento, ammazzerebbe il gioco.
Se utilizzata con parsimonia e con regole precise a mio parere la moviola a bordo campo potrebbe solo aiutare a diminuire gli errori degli arbitri (umani) e quindi le numerose polemiche che avvelenano continuamente il calcio.

Un'altra idea che credo sarebbe interessante copiare dal rugby (e da altri sport) è la possibilità di ascoltare ciò che dice l'arbitro durante la partita: si comprenderebbe il motivo per cui ha preso una determinata decisione, rendendo più chiaro il perché abbia fischiato o meno in una determinata situazione.

Ma forse tutte queste iniziative lascerebbero senza lavoro le migliaia di opinionisti sportivi sparsi in giro per la televisione italiana!

24 aprile 2007

Dove c'è AIA c'è gioia


Prendendo spunto da una delle ultime notizie che ho letto (segnalatami da mio cugino) oggi vorrei parlare di una raltà industriale di casa mia: il Gruppo Veronesi.
E' notizia della settimana scorsa il fatto che il Gruppo Veronesi sarà sponsor di Valentino Rossi con il marchio Wudy Aia, come spiegato qui. Indubbiamente è un risultato che dimostra quanto il Gruppo goda di buona salute, a livello italiano, ma non solo. Voci di corridoio parlano di un esborso vicino ai 5 mioni di €uro per assicurare al proprio marchio un posticino sulla tuta dei piloti, sulla moto e nei box del Team Yamaha.
Alla galassia Veronesi, oltre alla punta di diamante AIA, appartengono marchi di tutto rispetto del panorama italiano, come Montorsi, Negroni e Fini.
L'azienda è nata nei lontani anni '50 con la produzione di mangimi adattando un mulino a tale scopo. Nel 1968 viene fondata l'AIA, Agricola Italiana Alimentare. Alcuni numeri sulle produzione del Gruppo:
  • 2,2 tonnellate annue di alimenti zootecnici;
  • 300.000 tonnellate annue di prodotti avicoli (pollo);
  • 200.000 tonnellate annue di tacchino;
  • oltre 1 miliardo di uova prodotte all'anno (garantendo all'azienda il primo posto nel settore in Italia);
  • 7 milioni di conigli all'anno;
  • 500.000 suini macellati all'anno;
  • 30.000 bovini allevati all'anno;
  • tra gli 8 e i 9.000 dipendenti;
  • fatturato pari 1.73 miliardi di € nel 2006;
  • 16% della produzione esportato al'estero (soprattutto in Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Svizzera, Olanda e Danimarca… e in paesi quali Russia ed Ucraina).
Inoltre, proprio lo scorso dicembre, in un incontro avvenuto in occasione del lancio a New York del consorzio Italia del Gusto, è stata annunciata la probabile quotazione in Borsa entro il 2008.
Insomma tutti numeri che fanno comprendere come questa sia un'azienda che arriva da lontano, che ha saputo crescere ininterrottamente per più decenni in modo solido, nonostante le difficoltà che negli ulitmi anni hanno invstito il comparto agro-alimentare. Ora sta iniziando una nuova era, volta ad approfittare dei mezzi di comunicazione più moderni per arrivare al cliente, imitando quanto fatto ai tempi di Carosello!