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28 ottobre 2008

Sofia e gli Ultras Italia

Riporto l'intervento di una persona, letto su un forum online.

Premesse obligate:

1) ho seguito per diversi anni la Nazionale con il "cosiddetto" movimento definito Ultras Italia, fino a non molto tempo fa;
2) come si dice per i fumatori "almeno per il momento ho smesso", per una serie di ragioni che esporrò più avanti;
3) ho fatto politica a destra e di destra resto ma lo stadio e la politica credo non debbano coincidere;
4) ho parlato con alcuni dei dei presenti a Sofia e credo sia corretto precisare diverse cose perchè sulla fattispecie si sono dette e scritte un sacco di inesattezze.

In Inghilterra, in Germania, in America ed in qualsiasi Paese normale si insegna ad amare la propria nazione cominciando dai piccoli, peraltro imparando a rispettare anche quella degli altri ; un democratico , un repubblicano o un labourista mai sputeranno sulla loro terra. In una "Italietta" dove sventolare una bandiera tricolore porta a farsi identificare come "fascisti qualcosa non va e non è da stranirsi se quasi solo alcuni di destra si dichiarano nazionalisti.
Ultras Italia (nome dato dalla stampa al movimento), come discendenza di questo assunto, è, quindi, da sempre composta da molti militanti o simpatizzanti di destra per una ovvia più facile identificazione ma, badate bene, anche da "apolitici" e addirittura da pochi che si dichiarano di sinistra. Non è mai stato un partito nè è mai stata chiesta una tessera, essendo un discorso "di stadio"; ricordo chi cantava l' inno con il braccio teso (sulla cui opportunità tornerò al riguardo) e chi preferiva farlo altrimenti, magari con la mano sul cuore. Unica regola non portare simboli di club ma solo un tricolore con il nome della città, per evitare ruggini da campionato.
Dopo la vittoria di Berlino a Germania 2006 è stato una proliferare di facce dipinte, gente con maglietta e trombetta vinte con i punti del "Lidl" e clowns che elemosinavano una inquadratura tv. Il problema, per me, non erano i definiti "Ultras Italia", ma l' ambiente intorno che, nel complesso, assomigliava ad un grottesco "Carnevale", perfetto per confermare il detto "pizza, spaghetti e mandolino". Funiculì funiculà e addio alla propria dignità; ultras o tifosi, ognuno secondo il suo, sì ma pagliacci pronti per il circo mediatico no.
Ora di violenza al seguito della Nazionale se ne è vista, in questi anni, davvero poca... i paragoni con gli "hooligans" anni '80 fanno strabuzzare gli occhi, gente che in migliaia metteva sotto assedio città per giorni.
A Sofia vi è stata una rissa con i locali in un pub del Centro in zona universitaria dove si sono presentati diversi "indigeni" in assetto poco amichevole. Dopo il gruppo è stato scortato fino allo stadio e qui fatto oggetto di lanci di "bombe carta", lanci di oggetti e "cariche" di bulgari che tentavano di scavalcare e sfondare divisori. Nella calca è stato sottratto (tirandolo, peraltro, dall' esterno, in modo vigliacco) un mezzo drappo tricolore, recante proprio il nome della nostra città [Verona, NdM].
Per risposta è stata incendiata una bandiera bulgara, come mostrato da giornali e tv i quali hanno pubblicato decine di foto di celtiche e svastiche nel settore bulgaro descrivendole come immagini del settore ospite.
In sintesi, i bulgari hanno provocato una rissa in centro, hanno tentato in qualche centinaio di sfondare divisori, hanno lanciato oggetti e grossi petardi, hanno sottrato e bruciato mezzo drappo tricolore ed hanno esposto decine di simboli nazisti. I nostri conanzionali sono stati aggrediti a più riprese ma sono diventati i presunti colpevoli.
La sinistra li ha criminalizzati definendoli figli del clima culturale del centrodestra ed esimi esponenti della destra, da un sindaco di una metropoli che gira con la croce celtica al collo ad una alta carica istituzionale che non troppi anni fa salutava romanamente (foto e video lo testimoniano), li hanno "scaricati" come "feccia" lontana anni luce dalle loro giacche doppiopetto.In definitiva, la comitiva dei fans azzurri è stata ggredita e, poi, disconosciuta da tutti ma questo era prevedibile, così come che menti "illuminate" ( da un cerino?) tirassero fuori la Curva Sud di Verona, come madre di tutto il nazifascismo della Penisola. Qualche manifestazione di mussoliniana memoria si è vista spesso ma se la nostra tifoseria è gemellata con fiorentini e doriani, curve con maggioranza non certo composta da " camerati", vuole dire che l' aspetto tifoso è sempre venuto prima e viene prima delle appartenenze politiche come, per me, deve essere.
Altre sono le curve-partito, non la Sud; se diversamente fosse, ai viola o ai blucerchiati si sarebbero preferiti gli ostili catanesi o interisti, ad esempio. Credo che nessuno di noi abbia mai chiesto sospettosamente al vicino di posto chi abbia votato alle ultime elezioni perchè la sciarpa gialloblù è sempre venuta prima ed è, logicamente, vista come elemento sufficiente per creare un vincolo di solidarietà più alto. Non mi porrei mai il quesito se stare dalla parte di un "butel" dell' Hellas politicamente schierato diversamente da me o di un "destroide" juventino, ci mancherebbe altro!
Inoltre, per ideali "neri" o "rossi" decine di giovani, trascinati in una guerra civile, spesso per giochi di potere di altri, hanno pagato con lutti, carcere e altre tragedie umane , prodotte o subite ma sempre tali, che poco hanno da spartire con ventidue in mutande che prendono a calci un pallone. Sapere che per sensazionalismo giornalistico alla Biscardi e/o bassi giochi politici di destra e di sinistra quasi tutti speculano sulla nostra fede calcistica, pronti a "corteggiarci" solo in campagna elettorale o definirci "la magnifica cornice della curva" solo in apertura di collegamento , dovrebbe farci drizzare le antenne e farci evitare questi "trappoloni". Serve testa, tanta, per non diventare "carne da macello".
I nostri ideali, indipendentemente da quali essi sono, teniamoceli dentro orgogliosamente ma non mischiamo lo stadio e gli spalti con Montecitorio. Una bandiera, un braccio alzato, un pugno chiuso ed ecco che chi ci blandiva ci vende per quattro soldi dipingendoci come la "mala pianta" da estirpare. Sorry per la lunghezza del post ma credo che alcune cose circa Sofia e gli sproloqui susseguenti andassero precisate per amore di verità.

fonte: http://bondolasmarsa.easyfreeforum.com

27 dicembre 2007

Sitarelli

In questi giorni di vacanza sto navigando molto liberamente in Internet e sto scoprendo nuovi siti particolari ed interessanti. Ho pensato di segnalarvene qualcuno:

EuroBillTracker: EuroBillTracker (EBT) è una squadra internazionale di volontari no-profit dedita allo studio della diffusione delle banconote di Euro nel mondo. Ciascun utente inserisce su EuroBillTracker i numeri seriali e indicazioni circa il luogo dove è entrato in possesso della banconota. Da questi dati, il sistema estrae:
* Informazioni sulla diffusione: Ogni paese che adotta l'Euro ha il suo intervallo di numeri seriali per le banconote e da questa premessa possiamo generare grafici di diffusione che ci dicono come le banconote viaggino verso gli altri paesi. Vedete la sezione Diffusione per maggiori dettagli.
* Informazioni di tracciamento: quando una banconota viene re-inserita, gli utenti che l'hanno inserita precedentemente vengono avvisati via email. Queste "hit" possono essere visualizzate nella sezione Statistiche.
* Statistiche e classifiche: chi inserisce più banconote, quali sono i paesi migliori? Dove si trovano attualmente le banconote?
A me diverte...

Postcrossing: il fine di questo progetto è di permettere agli utenti di ricevere cartoline da tutto il mondo gratuitamente, o quasi. Il concetto è: se tu spedisci una cartolina, ne riceverai almeno una a tua volta da un postcrosser a caso nel mondo.
Perchè? Perchè, come l'autore del sito, ci sono molte persone a cui piace ricevere posta. Se ti iscrivi potrai provare la sorpresa di ricevere cartoline da diversi luoghi nel mondo che probabilmente non hai nemmeno mai sentito nominare!

QuelliCheChigi: ieri stavo leggendo il Venerdì di Repubblica e sono stato colpito da un articoletto che segnalava questo blog che si presenta così: "Siamo le vittime della Chigi: disagi, agenzia di viaggi del premier. Siamo poveri cronisti sulle orme del presidente piu' rapido che la storia abbia mai avuto. Il viaggio in Cina, cinque citta' in cinque gioni, ci ha uniti, ne siamo tornati frullati ma coesi e tanto tanto cazzari. Nota ai venticinque lettori: tutto quel che viene raccontato purtroppo e' vero."

18 dicembre 2007

Napolitano

Ma ci è o ci fa?
Legge i rapporti redatti da enti nazionali ed internazionali?
Sono notizia di 4-5 giorni fa le dichiarazioni del Presidente della Repubblica che, in visita a J.W. Bush, ha ritenuto rispondere ad un articolo del NY Times. In tale articolo il quotidiano americano sottolineava il periodo di difficoltà del paese italiano in campo economico, politico e sociale.
Ebbene, il Presidente aveva subito dichiarato: «Scommettete sull'Italia, sulla nostra tradizione e il nostro spirito animale» e poi «Non bisogna essere superficialmente ottimisti, ma nemmeno sensazionalisti come l'articolo di oggi sul New York Times».
Di sicuro l'italiano medio è dotato di uno spiccato "spirito animale", quello che gli permette di sopravvivere nella giungla che il nostro paese rappresenta, sotto molti aspetti. Inutile stare qui a descrivere le svariate difficoltà che persistono, tutti noi le viviamo tutti i giorni.
Negli stessi giorni Beppe Grillo si è recato in Senato per depositare 350.000 firme che appoggiano il DDL nato in seguito alla famosa iniziativa Parlamento Pulito.
Nelle stesse dichiarazioni del Presidente menzionate poco sopra, si legge «l’Italia non è quella di Grillo». Ossia tutte le persone che si dichiarano insoddisfatte, scontente, in difficoltà è per lo più una montatura.
Guarda caso oggi arriva un articolo del Corriere.it in cui si rende noto che "Gli italiani, secondo le statistiche Ue, l'anno scorso sono risultati un po' meno ricchi sia rispetto al 2005 sia al 2004. Fatto 100 il valore medio Ue, in Italia il Pil per abitante del 2004 è stato 107, nel 2005 si è abbassato a 105 e nel 2006 si è fermato a 103. In Spagna invece lo standard di potere d'acquisto ha visto un progressivo avanzamento nei tre anni presi in considerazione, per passare da 101 del 2004 fino a 105 del 2006".
Cercando informazioni a riguardo si scopre che ad inizio mese il Censis ha pubblicato il 41° Rapporto sulla situazione sociale del Paese, presentato da De Rita, presidente del Censis, definendo l'Italia come "Una poltiglia, una società mucillagine composta da tanti coriandoli che stanno l'uno accanto all'altro, ma non stanno insieme".
Simpatico direi!
Un indagine Demos-La Repubblica descrive "Un’Italia insicura, sfiduciata e stufa del vecchio che avanza".

Ma allora ha ragione Napolitano o il Resto del Mondo?

12 dicembre 2007

COSMO SkyMed

Per una volta che l'Italia (nonostante i mille problemi) produce qualcosa di importanza internazionale mi sembra il caso di darne risalto.
Qualche giorno fa è stato lanciato il secondo satellite della costellazione Cosmo SkyMed con il quale l’Italia si dota di un sistema unico al mondo per la prevenzione dei disastri ambientali, per lo studio della superficie terrestre e per la sicurezza. Cosmo SkyMed è il primo sistema di osservazione satellitare della Terra concepito per scopi duali, cioè civili e militari. I suoi quattro satelliti sono quattro “occhi” in grado di scrutare la Terra dallo spazio metro per metro, di giorno e di notte, con ogni condizione meteo. Per aiutare a prevedere frane e alluvioni, a coordinare i soccorsi in caso di terremoti o incendi, a controllare dall’alto le aree di crisi.

Sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana in cooperazione con il Ministero della Difesa, COSMO SkyMed si basa su una costellazione di quattro satelliti identici, il cui vero punto di forza è la straordinaria flessibilità di utilizzo. Brevissimi sono anche i tempi di risposta, cioè il tempo necessario per configurare la costellazione in modo da ottenere immagini dell’area desiderata: da 72 ore quando si opera in condizioni di routine, fino a meno di 18 ore in condizioni di emergenza. Altro punto di forza è il breve tempo di rivista (l’intervallo tra due passaggi sullo stesso punto), inferiore alle 12 ore, che consente di monitorare costantemente l’evoluzione della situazione in una particolare area. Attualmente, nessun sistema satellitare può vantare caratteristiche così avanzate.

La realizzazione di COSMO-SkyMed ha già consentito all’Italia importanti accordi internazionali nel campo dell’osservazione della Terra nell’ambito militare e civile, in particolare con la Francia e con l’Argentina. Con quest’ultimo paese l’Agenzia Spaziale Italiana ha in corso una collaborazione nel settore civile per la realizzazione del sistema SIASGE, Sistema Italo-Argentino di Satelliti per la Gestione delle Emergenze, nato nel 2005 da un accordo tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la sua omologa argentina (CONAE).

Il primo satellite della costellazione è stato lanciato il 7 giugno 2007 (io non lo sapevo, e voi? E i giornali?) dalla base statunitense di Vandenberg, in California, e ha iniziato a trasmettere a Terra le prime immagini. Il secondo è stato lanciato il 9 dicembre 2007.
Il lancio degli altri due satelliti verrà completato entro il 2009.

Info: qui o qui.

05 dicembre 2007

Italia schiava di se stessa

L'Italia è descritta come il paese più bello del mondo, dove la cultura e l'arte hanno dato il loro meglio durante migliaia di anni di storia. In ogni Comune della penisola è possibile trovare piccoli e grandi tesori, paesaggi mozzafiato. Da tutto il pianeta arrivano turisti (anche se lievemente in calo) per godere della cultura italiana, a 360 gradi, dalla cucine all'arte.
Questo vantaggio che ci è stato regalato dalla storia si sta però rivoltando contro il paese stesso. L'Italia attira per il suo passato, non per il suo presente o futuro. Questo perchè l'Italia è brava (non bravissima) a valorizzare le ricchezze già presenti, ma non riesce e non vuole a creare nuovi aggregatori di fascino.
Sono convinto che siamo troppo conservatori.
Esempio lampante è la disputa che da alcuni mesi coinvolge Torino, in cui Banca Intesa-San Paolo vorrebbe costruire un grattacelo come propria nuova sede. Sarebbe tutto pronto, il progetto c'è ed è di sicuro valore dato che l'autore è un grande come Renzo Piano. Tuttavia, dopo la presentazione, sono volate critiche colossali perchè a detta dei detrattori il grattacelo sarebbe stato uno sfregio per il panorama della città. Si sosteneva che il grattacelo sarebbe stato troppo alto e troppo vicino al simbolo della città, la famosa Mole. Peccato che i geni che sostenevano tutto ciò non avevano tenuto conto della prospettiva nel produrre la cartolina che rappresentava i propri timori. Una rappresentazione realistica dell'opera fa comprendere come quelle critiche siano realmente infondate. Di seguito l'immagine "falsa" e quella più realistica.



Dalla seconda immagine mi sembra chiaro che il grattacelo non andrebbe ad intaccare il paesaggio delle cartoline della città.
Una cosa simile sta succedendo a Milano con la serie di 5 grattacieli che da qui al 2015 dovrebbero sorgere in città, andando a coronare il sogno di ospitare l'Expo 2015. Qui i progetti sono già avviati, ma le polemiche non mancano.
Sinceramente mi sembra incredibile che città che ambiscono ad avere un ruolo europeo importante fermino dei progetti talmente importanti.
Perchè città come Londra, Parigi, Barcellona, Praga si lanciano nella costruzione di edifici sempre più moderni e belli, mentre in Italia si rimane fermi a godere delle bellezze artistiche di un tempo senza portare a termine nuove opere?
Dobbiamo capire che non possiamo sederci sugli allori e sperare che il fascino italiano persista in eterno.
I numerosi esperti d'arte dovrebbero capire che l'Italia può sposare le bellezze moderne a quelle antiche, come si sta facendo in altre importanti città.
I grattacieli possono diventare delle opere d'arte come altre. Basta vedere la Torre Agbar di Barcellona, città in cui grattaceli sempre di più si affiancano ad opere di architetti incredibili come Gaudì (foto qui).
Perchè lo stesso non può essere fatto a Milano o Torino?
Londra è un altro esempio di eterogenia di stili ed epoche. La fantastica Londra, capitale economica europea, meta di turisti, sogno di giovani stupisce alla prima visita proprio per la sua caratteristica commistione di stili uno di fianco all'altro. Sembrano stonare, ma in realtà creano un mix unico e caratteristico che, invece che annullare l'identità di una città, l'aumentano.
Noi italiani siamo sempre indietro, aspettiamo, polemizziamo e poi non concludiamo; e se concludiamo lo facciamo con il solito compromesso che sembra accontentare tutti, ma in realtà non accontenta nessuno.
Speriamo che qualcuno abbia il coraggio di guardare avanti e di andare contro tutti i vecchi professoroni, tanto legati a teorie antiquate e così tanto italiani.

04 novembre 2007

Età dei Premier Europei

Ormai più di 4 mesi fa ho scritto un post riportando una piccola ricerca fatta da me stesso, riguardante le differenza di età tra la squadra di governo italiana e quella inglese, composta da poco da Mr. Gordon Brown.
Ieri ho letto una lettera spedita alla rubrica (o qualcosa di più) Italians tenuta da Beppe Severgnini sul sito del Corriere della Sera, in cui un italiano residente in Olanda faceva osservare:
In Olanda il primo ministro aveva 46 anni quando ha ricevuto l'incarico di formare il governo; in Italia si diventa leader di una grande area politica a 52 anni (Veltroni) e, nel difficile caso in cui l'attuale governo durasse in carica per cinque anni, potrebbe tentare di diventare presidente del consiglio nel 2011, a 56 anni suonati. Tony Blair, a 54 anni, si era già fatto dieci anni a Downing Street!

Il buon Beppe ha risposto che solo in 2 paesi dell'Unione Europea i premier erano nati prima della 2° Guerra Mondiale.
Così mi sono incuriuosito e ho fatto una piccola ricerca riguardo gli anni di nascita dei premier dei paesi dell'Unione Europea.
In effetti sono rimasto sorpreso dalla differenza d'età che c'è tra i nostri ultimi 2 premier (Romano Prodi e Silvio Berlusconi) e i loro colleghi europei. I due italiani risultano essere nati rispettivamente nel 1939 e nel 1936, contro una media europea (loro esclusi) che si attesta sul 1955. Tra i 16 e i 19 anni in meno!!!
Certo, l'età spesso è anche sinonimo di esperienza e capacità, però i fatti smentiscono questa teoria. Posso comprendere che in alcuni paesi relativamente giovani o emergenti sia fisiologico che la classe dirigente sia particolarmente giovane, ma se osserviamo i paesi storicamente più importanti il dato non cambia, rianendo sempre attorno al 1955.
Quindi perchè in Italia non riusciamo a scrollarci di dosso questa classe politica vecchia e immobile, proponendo qualche uomo o donna più fresco e comunque capace di condurre il Paese?

Di sotto una tabella che riassume i dati da me raccolti (non so perchè venga visualizzata così in basso!).















































































































































Paese Premier Anno di nascita
Austria Alfred Gusenbauer 1960
Belgio Guy Verhofstadt 1953
Bulgaria Sergei Stanishev 1966
Cipro Tassos Papadopoulos 1934
Rep. Ceca Mirek Topolanek 1956
Danimarca Anders Fogh Rasmussen 1953
Estonia Andrus Ansip 1956
Finlandia Matti Vanhanen 1955
Francia Nicolas Sarkozy 1955
Germania Angela Merkel 1954
Grecia Costas Karamanlis 1956
Ungheria Ferenc Gyurcsany 1961
Irlanda Bertie Ahern 1951
Italia Romano Prodi 1939
Lettonia Aigars Kalvitis 1966
Lituania Gediminas Kirkilas 1951
Lussemburgo Jean-Claude Juncker 1954
Malta Lawrence Gonzi 1953
Olanda Jan Peter Balkenende 1956
Polonia Donald Tusk 1957
Portogallo Jose Socrates 1957
Romania Calin Tariceanu 1952
Slovacchia Robert Fico 1964
Slovenia Janez Jansa 1958
Spagna Jose Luis Rodriguez Zapatero 1960
Svezia Fredrik Reinfeldt 1965
Regno Unito Gordon Brown 1951

16 ottobre 2007

Bamboccioni in inglese

Ho avuto modo di scambiare due parole con alcuni amici non italiani riguardo la famosa uscita del Ministro Padoa-Schioppa ed ho avuto molti problemi nel tradurre l'espressione "Bambocci" usata dal Ministro.
Per fortuna "The Irish Times" mi è venuto in aiuto: Bamboccioni si dice "big fat mamma's boys"!

Articolo qui.

Evito qualsiasi commento sul B-Day indetto per il 1° dicembre, rischierei denunce.

11 ottobre 2007

L'Italia vista dalla Germania O_o

Violenta la ex, pena ridotta
Germania, i giudici: "E' sardo"

Un giovane sardo di 29 anni, che lavorava come cameriere ad Hannover, in Germania, ha ottenuto una riduzione di pena per "attenuanti etniche e culturali". E' la sconcertante sentenza di un giudice tedesco che ha ritenuto meno gravi le responsabilità per le sue origini. L'uomo per gelosia aveva segregato per tre settimane la fidanzata lituana, sottoponendola a violenze sessuali di gruppo, arrivando anche a orinarle addosso.
La vicenda risale a un anno fa ma è stata resa nota solo in questi giorni dal legale del giovane, Annamaria Busia, che sta tentando di fargli scontare la pena in Italia.
"Ho ottenuto una copia tradotta in italiano per il trasferimento in Italia prevista il 23 ottobre in corte d'appello a Cagliari", spiega Busia. Nella sentenza si legge: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante".
Anche se le convinzioni sui sardi del magistrato hanno fatto risparmiare al cameriere almeno due anni di carcere la sentenza ha suscitato lo sdegno del suo avvocato: "E' razzismo".
Spogliata, picchiata e umiliata
Il giovane era convinto che la fidanzata lo tradisse con qualche collega. Non era vero ma nel tentativo di estorcerle la confessione, per tre interminabili settimane l'ha segregata. Dopo averla immobilizzata al letto con le manette - scrive il quotidiano L'Unione Sarda - l'ha picchiata, le ha spento le sigarette sulle parti intime, l'ha costretta a fare sesso in tre, bere aceto, iniettarsi eroina. Le sevizie non finivano qui. L'uomo le ha orinato addosso, scattando anche alcune foto ricordo. Per lui la donna aveva lasciato il lavoro. Durante la prigionia la lituana aveva pure tentato inutilmente di scappare calandosi dalla finestra con le lenzuola.
Le reazioni nell'isola
La notizia non è passata inosservata in Sardegna. "Non c'è alcuna cultura sarda di segregazione e violenza sulle donne e di gratuita perversione. Si tratta di un episodio di violenza e, come tale, da condannare", ha detto il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Giacomo Spissu. Gli fa eco il deputato di Alleanza Nazionale Bruno Murgia. "C'è sempre un giudice stupido e ignorante, inutile sollevare un polverone sulla vicenda delle attenuanti a un cittadino solo perché di origine sarda. Le motivazioni sono talmente incredibili - afferma il parlamentare sardo - da essere ridicole".
Murgia rincara la dose. "Piuttosto, il nostro governo oltre a chiedere le scuse della Germania, dovrebbe offrire un corso gratuito di antropologia culturale. Il giudice di Hannover scoprirà così che i sardi non sono tutti zoticoni e incivili, come non tutti i tedeschi sono responsabili di aver messo gli ebrei nei forni crematori".

08 settembre 2007

V-Day dalla Spagna

Oggi è l'8 settembre, finalmente il V-Day è arrivato!!
Girando online mi sono stupito deh fatto che, mentre in Italia non se ne parla o quasi, in Spagna seguono l'iniziativa.
Sul sito del giornale El Pais, c'è un articolo sull'argomento... mi sono permesso di tradurvelo qui di seguito:

L'informazione in Italia è controllata e maneggiata. E' risaputo in tutto il mondo. Quando frequentavo il primo anno di Giornalismo in Argentina, l'argomento della prima lezione di presentazione ai nuovi studenti era la disinformazione e il controllo dei media di informazione. L'esempio fu l'Italia. Si! L'Italia e Berlusconi. Era il 1994 e, nonostante siano passati diversi anni, grazie al destino mi ritrovo trapiantata in Italia, testimone di questa realtà a cui non tutti sono indifferenti. Il prossimo 8 settembre in tute le città italiane si raccoglieranno firme per un disegno di legge popolare chiamato "Parlamento Pulito". Questo giorno è stato ribattezzato V-DAY: Vaffanculo Day. L'idea è di restituire al Parlamento degli uomini politici onesti, disinteressati e capaci di rappresentare le necessità dei cittadini. Il progetto di legge si riassume in 3 punti:
  • No ai 25 parlamentari condannati;
  • No ai parlamentari di professione;
  • No ai parlamentari eletti dai segretari di partito.
L'iniziativa è promossa da Beppe Grillo, comico italiano, censurato da anni dai media. Attualmente (31 agosto, NdM) più di 170.000 cittadini si sono iscritti sul blog www.beppegrillo.it che si posiziona al 13° posto della classifica dei siti più letti al mondo. La cosa curiosa è che i mass media sono assenti. Sul famoso sito www.youtube.com basta cercare "v-day" e si trovano migliaia divideo ce promuovono l'evento. Incredibilmente malgrado ciò, nessuno parla di tale notizia: nè giornali, nè televisioni, nè radio. Silenzio assoluto. Sembra che non succeda nulla è in realtà conferma la limitata libertà di stampa.


No comment. Potete leggere l'articolo originale qui.



29 giugno 2007

Gordon Brown e la sua squadra

Come sapete Tony Blair ha deciso di dare le dimissioni da Primo Ministro del Regno di Sua Maestà e al suo posto la Regina ha incaricato Gordon Brown.
Visto che una delle critiche che più spesso ultimamente porto dalle pagine di questo blog alla nostra politica è quella di essere formata da persone poco giovani, ho pensato di controllare l'età media della nuova squadra di governo che Gordon Brown ha messo in piedi e confrontarla con quella di Romano Prodi.
  • Gordon Brown - Primo Ministro, nato il 20 febbraio 1951, anni 56.
  • Alistair Maclean Darling - Economia, nato il 28 novembre 1953, anni 55.
  • Jacqueline Jill 'Jacqui' Smith - Interni, donna, nata il 3 novembre 1962, anni 45.
  • David Wright Miliband - Esteri, nato 15 luglio 1965, anni 42.
  • Alan Arthur Johnson - Sanità, nato il 17 maggio 1950, anni 57.
  • Peter Gerald Hain - Lavoro e delle Pensioni, nato il 16 febbraio 1950, anni 57.
  • John Whitaker Straw - Giustizia, nato il 3 agosto 1946, anni 61.
  • Desmond Henry Browne - Difesa, nato il 22 marzo 1952, anni 55.
  • James Mark Dakin Purnell - Cultura, Media e Sport, nato il 2 ottobre 1970, anni 37.
  • Edward Michael Balls - Scuola e l'Infanzia, nato il 25 febbraio 1967, 40 anni.
  • Ruth Maria Kelly - Trasporti, donna, nata il 9 maggio 1968, anni 39.
  • Douglas Garven Alexander - Sviluppo Internazionale, nato il 26 ottobre 1967, anni 40.
  • Hilary James Wedgwood Benn - Ambiente, alimenti e affari rurali, nato il 26 novembre 1953, anni 54.
  • John Matthew Patrick Hutton - l'Impresa, nato il 6 maggio 1955, anni 52.
  • Hazel Anne Blears - Comunità e governo locale, donna, nata il 14 maggio 1956, anni 51.
  • Shaun Anthony Woodward - Irlanda del Nord, nato il 26 ottobre 1958, anni 49.
  • John Yorke Denham - Innovazione e Università, nato il 15 luglio 1953, anni 54.
Con un rapido conto si osserva che l'età media di poco superiore ai 49 anni.
  • Romano Prodi - Primo Ministro, nato il 9 agosto 1939, anni 68.
  • Massimo D'Alema - Ministro degli Esteri, nato il 20 aprile 1949, anni 58.
  • Giuliano Amato - Ministro dell'Interno, nato il 13 maggio 1938, anni 69.
  • Clemente Mastella - Ministro della Giustizia, nato il 5 febbraio 1947, anni 60.
  • Tommaso Padoa-Schioppa - Ministro per l'Economia e la Finanza, nato il 23 luglio 1940, anni 67.
  • Pierluigi Bersani - Sviluppo economico, nato il 29 settembre 1951, anni 56.
  • Fabio Mussi - Università e Ricerca, nato il 22 gennaio 1948, anni 59.
  • Giuseppe Fioroni - Istruzione, nato il 14 ottobre 1958, anni 49.
  • Emma Bonino - Commercio Internazionale, donna, nata il 9 marzo 1948, anni 59.
  • Cesare Damiano - Lavoro e Previdenza sociale, nato il 15 giugno 1948, anni 59.
  • Paolo Ferrero - Solidarietà Sociale, nato il 17 novembre 1960, anni 47.
  • Arturo Parisi - Difesa, nato il 13 settembre 1940, anni 67.
  • Paolo De Castro - Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nato il 2 febbraio 1958, anni 49.
  • Alfonso Pecoraro Scanio - Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, nato il 13 marzo 1959, anni 48.
  • Antonio Di Pietro - Infrastrutture, nato il 2 ottobre 1950, anni 57.
  • Alessandro Bianchi - Trasporti, nato il 28 gennaio 1945, anni 62.
  • Livia Turco - Sanità, donna, nata il 13 febbraio 1955, anni 52.
  • Francesco Rutelli - Beni e attività Culturali, nato il 14 giugno 1954, anni 53.
  • Paolo Gentiloni - Comunicazioni, nato il 22 novembre 1954, anni 53.
Il risultato? Età media sopra i 57 anni, in cui solo il più giovane (!) è sotto la media dei colleghi inglesi.

Concludo con un eloquente termine matematico... C.V.D.